DIVARIO

DIVARIO

01 Giu –

29 Lug 2022

Ovidiu Leuce

Tararira

Senza titolo, 2022, terracotta e smalto, 7 x 12 x 6,5 cm (ca.)
Senza titolo, 2022, terracotta e smalto, 39 x 11 x 5 cm (ca.)
Senza titolo, 2022, terracotta e smalto, 39 x 11 x 5 cm (ca.) - (dettaglio)
Senza titolo, 2022, terracotta e smalto, 25 x 9 x 8 cm (ca.)
Senza titolo, 2022, terracotta e smalto, 25 x 9 x 8 cm (ca.) - (dettaglio)
Senza titolo, 2022, terracotta e smalto, 19 x 7 x 7 cm (ca.); Senza titolo, 2022, terracotta e smalto, 29 x 13 x 6 cm (ca.)
Senza titolo, 2022, terracotta e smalto, 29 x 13 x 6 cm (ca.) - (dettaglio)
Senza titolo, 2022, terracotta e smalto, 9 x 18 x 17 (ca.); Senza titolo, 2022, terracotta e smalto, 6 x 8 x 8 cm (ca.)
Senza titolo, 2022, terracotta e smalto, 6 x 8 x 8 cm (ca.); Senza titolo, 2022, terracotta e smalto, 32 x 8 x 18 cm (ca.)
Senza titolo, 2022, terracotta e smalto, 32 x 8 x 18 cm (ca.) - (dettaglio)
Senza titolo, 2022, tecnica mista su carta, 70 x 50 cm, 82 x 62 x 4,5 cm (con cornice)
Senza titolo (from Notes on the melody of things), 2020, tecnica mista su carta, 34 x 25 cm, 44 x 35 x 3,5 cm (con cornice)
Senza titolo (from Notes on the melody of things), 2020, tecnica mista su carta, 34 x 25 cm, 44 x 35 x 3,5 cm (con cornice)
Senza titolo (from Notes on the melody of things), 2020, tecnica mista su carta, 34 x 25 cm, 44 x 35 x 3,5 cm (con cornice)
Senza titolo, 2022, tecnica mista su carta, 70 x 50 cm, 82 x 62 x 4,5 cm (con cornice)
Senza titolo, 2022, terracotta e smalto, 51 x 20 x 20 cm (ca.)
Senza titolo, 2022, terracotta e smalto, 51 x 20 x 20 cm (ca.) - (dettaglio)
Senza titolo (from Notes on the melody of things), 2021, tecnica mista su carta, 34 x 25 cm, 44 x 35 x 3,5 cm (con cornice)
Senza titolo, 2021, tecnica mista su carta, 70 x 50 cm, 82 x 62 x 4,5 cm (con cornice)
Senza titolo, 2022, terracotta e smalto, 54 x 29 x 35 cm (ca.)
Senza titolo, 2022, terracotta e smalto, 54 x 29 x 35 cm (ca.)
Senza titolo, 2022, terracotta e smalto, 54 x 29 x 35 cm (ca.) - (dettaglio)
Senza titolo, 2022, terracotta e smalto, 17 x 18 x 7 cm (ca.)
Senza titolo, 2022, terracotta e smalto, 52 x 22 x 20 cm (ca.)
Senza titolo, 2022, terracotta e smalto, 16 x 51 x 12 cm (ca.)
Senza titolo, 2022, terracotta e smalto, 81 x 15 x 17 cm (ca.)
Senza titolo, 2022, terracotta e smalto, 81 x 15 x 17 cm (ca.)

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Divario presenta Tararira, personale dell’artista romeno Ovidiu Leuce il cui lavoro si contraddistingue per l’uso sapiente e divergente della tecnica del collage e per lo studio e la manipolazione della ceramica come espressione naturale della pittura nello spazio.

La sua produzione artistica è costellata di dipinti, disegni e sculture dall’aspetto insolito, delicato e poetico che vogliono essere la rappresentazione di panorami interiori emersi da esperienze reali, memorie personali e fonti letterarie.

Nelle sue opere, grazie ad un raffinato lavoro di decostruzione dell’immagine, pezzi di realtà, altrimenti inosservati, si trasformano in punti d’interesse che ci inducono ad osservare tutto quello che ci circonda con occhi diversi, rivelando un luogo possibile dove la storia personale può cambiare il senso stesso della realtà.

La mostra trae ispirazione dall’omonimo film d’avanguardia Tararira (1933), unica espressione cinematografica di Benjamin Fundoianu (Fondane), poliedrico poeta e filosofo romeno di origine ebraica, morto nel 1944 in una camera a gas nel campo di sterminio di Auschwitz.

La sceneggiatura del film ripercorre le tribolazioni di quattro musicisti alle prese con una società alla quale non riescono ad adattarsi. Gli altri protagonisti - una vecchia duchessa, un ministro, poliziotti in divisa, ballerini e altri personaggi - fanno parte invece di un mondo che resiste alla fantasia delirante del gruppo bohémien.

Con la creazione di questa pellicola l’autore tentò di perpetuare lo spirito dadaista e il suo forte potere di sovversione della realtà ma oggi, dare un’interpretazione estetica o filosofica dell’opera è praticamente impossibile perché ogni copia del film è andata perduta.

Ovidiu Leuce cerca di colmare questa assenza realizzando panorami surreali e “oggetti di scena” di pura invenzione. Mischiandoframmenti di paesaggio romano, frammenti vegetali, minerali, scritti, immagina di ricreare le scenografie e soprattutto l’atmosfera musicale del film. Una sorta di omaggio all’opera perduta e al suo autore.

<<Se fossi libero, davvero libero, farei un film assurdo, su una cosa assurda, per soddisfare il mio assurdo gusto per la libertà>> (Benjamin Fondane, 1933).

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